Convegno scientifico
MINDset
La mente cresce, tu decidi, il mondo cambia
1 dicembre 2011
Aula Magna, Università degli Studi di Milano, Via Festa del Perdono 7
Seminario di studi sugli stereotipi di genere e sul ruolo che il progetto di comunicazione riveste all’interno d un processo di critica sociale.
L’incontro è parte del programma di iniziative del costituendo Centro di ricerca interuniversitario “Culture di genere”.
10 novembre 2011
Politecnico di Milano, Campus Bovisa, via Durando 10
Aula Castiglioni
A conferma del fatto che l’iconicità non riguarda solo i segni o i testi visivi, e che invece è la modalità che produce significazione attarverso la somiglianza, ecco un ulteriore esempio: si tratta di un pezzo comico di Lillo & Greg con Virginia Raffaele, andato in onda su La7 nel giugno 2011. Tutta la comicità di questo pezzo si basa proprio sul riconoscimento o meno della somiglianza. Il tema è quello classico della rappresentazione nella rappresentazione (come in un quadro di Velázquez o di Magritte), ovvero della confusione tra realtà e rappresentazione. E’ il tema del come se.
Buona visione.
Nell’ottavo episodio della serie tv Bones l’antropologa forense Temperance Brennan (la protagonista di tutta la serie) testimonia in quanto medico legale dell’accusa a un processo contro una coppia, incriminata di omicidio per aver legato sadicamente una ragazza ai posi e ai piedi fino alla morte, chiudendo poi il cadavere in un frigorifero buttato in una discarica. Il medico legale della difesa è il suo ex professore, Michael Stires, che nella deposizione si prende gioco di Brennan per l’uso di un lessico troppo tecnico e scientifico che però non affascina la giuria. Il professore Stires usa invece una un linguaggio più semplice, anche se impreciso ed errato.
Di questo spezzone mi interessano soprattutto gli ultimi 30 secondi, quando una consulente psicologa della difesa rimprovera Temperance Brennan di non farsi capire. Le dice che deve imparare “la differenza fra la realtà e la percezione”, ovvero tra il vero e il verosimile, tra l’esposizione dei fatti e come questi vanno raccontati per risultare più convincenti. “Un processo – dice la psicologa – si basa sulla percezione”, sull’impressione che i discorsi sono in grado di esercitare sulla giuria.
Si tratta di un ragionamento “quasi del tutto” giusto, se consideriamo come il mondo va. Si tratta cioè di valutare il rapporto fra argomenti che convincono perché sono scientificamente fondati (anche se di difficile impatto) e argomenti che convincono perché vengono chiaramente spiegati (anche se rischiano di non dire ciò che è necessario dire).
In ogni caso, la risposta che Temperance Brennan dà alla psicologa è di quelle da trascrivere su ogni taccuino di saggezza.
Il video dura meno di due minuti e mezzo. Buona visione.
Uno degli esempi più “sublimi” di corteggiamento e dialogicità è nel Flauto magico di Mozart. Il duetto fra Papageno e Papagena.
In fondo la dialogicità è sempre seducente. È corteggiamento: portare nella propria corte, nel proprio spazio. Papageno e Papagena. Si parlano addosso. Hanno troppa voglia di dirsi ogni cosa. E chi non vorrebbe essere lì, fra loro?
Per un primo contatto con la disciplina della semiotica può essere bene leggere qualche voce di enciclopedia, ads esempio questa della Treccani.
Oppure leggere questi due articoli introduttivi scritti da due figure storiche della semiotica, tratti dalla Enciclopedia delle Scienze Sociali (sempre Treccani). Il primo è la voce Semiologia del linguista argentino Luis J. Prieto (1926-1996), il secondo è la voce Semiotica del semiotico statunitense di origine ungherese Thomas A. Sebeok (1920-2001).
Buona lettura.
Un trailer del film Pina di Wim Wenders dedicato alla danzatrice e coreografa Pina Bausch.
Traduco.
È teatro. Oppure è semplicemente vita, amore, libertà, lotta, desiderio, gioia, dubbio, riconciliazione, bellezza, forza. “Danza, danza… altrimenti siamo perduti” (Pina Bausch).
I nostri gesti, o semplicemente il nostro muoversi dello spazio e corpo a corpo, non sono solo, già di per sé, segno di vita, relazione evidente con la vita. Attraverso ogni nostra azione non siamo solamente in relazione agli altri, in una dialogo di gesti l’un l’altro complementari. La gestualità è il primo e primordiale modo che abbiamo di segnare lo spazio, di cercare varchi, di esplorare ambienti, di definire distanze, di circoscrivere luoghi dove abitare. DI capire dove siamo e scegliere dove andare. La gestualità agita e ripetuta è insomma la più elementare forma di linguaggio.
Il Sarchiapone, ovvero: di che cosa parliamo quando parliamo? C’è sempre un “che cosa”? Parliamo sempre per informare qualcuno su qualche realtà esistente? Oppure parliamo per produrre una realtà? Ad esempio un effetto sul nostro interlocutore? E l’oggetto di cui parliamo e lo stesso dell’oggetto che ci spinge a parlare? Da notare che qui l’oggetto è un obiettivo, il quale dà luogo a uno stratagemma per superare un problema.
Un’inferenza è un ragionamento logico, è il modo in cui procede la conoscenza. Quando facciamo un’inferenza, la nostra mente compie un percorso: parte da un oggetto noto, transita per un passaggio intermedio, arriva a conoscere un oggetto prima ignoto. A seconda della natura dell’oggetto di partenza, e soprattutto di quello di arrivo, abbiamo tre tipi di inferenza: l’Induzione, la Deduzione, l’Abduzione.
Le inferenze sono state e sono molto studiate in ambito logico ed epistemologico (perché la conoscenza scientifica non può non essere inferenziale) e nell’ambito delle psicologie cognitiva (perché anche il comportamento umano segue movimenti inferenziali). Nella semiotica la loro importanza è legata all’interpretazione. Si potrebbe infatti dire che le inferenze costituiscono la via maestra attraverso cui un’interpretazione prende forma, o attraverso cui un oggetto diventa prima segno per essere poi pienamente interpretato (come nel triangolo della semiosi).
Continua a leggere nel pdf Il ciclo inferenziale (prima parte).